Editor Gloria Macaluso

Libri: narrativa bianca vs narrativa di genere

I libri che gli uomini chiamano “immorali” sono semplicemente libri che mostrano all’uomo la propria vergogna.

Oscar Wilde

«La narrativa di genere è facile da scrivere»

Ah, be’, certo.
Questo è un luogo comune da quando, con la nascita del “romanzo gotico” (la prima forma di narrativa di genere) le “classi” della letteratura si sono divise. All’epoca (verso la seconda metà del Settecento) la letteratura era relegata ai “piani alti”, vittima di un sistema che vedeva il possesso e per di più la lettura dell’oggetto-libro riservata a pochi eletti. Una cosa terribile, pensandoci oggi e un’idea che, purtroppo, ancora marcia nel nostro subconscio, quando in realtà tutti – davvero tutti – dovrebbero avere la possibilità di leggere.

Con il romanzo gotico, dunque (come emblema abbiamo Il castello di Otranto), anche le “classi inferiori” hanno avuto accesso alla letteratura (pensiamo, ad esempio, anche a Il mostro di Frankenstein) e da lì è nata una divisione, una spaccatura che oggi, ancora!, assume contorni un po’ ambigui.
Facciamo chiarezza.

In alcuni sondaggi su Instagram ho chiesto se conoscevate la differenza tra mainstream (narrativa bianca per gli antichi) e narrativa di genere. L’82% di voi ha risposto “no”. Male, male.

La narrativa bianca (o mainstream) rappresenta l’intera “categoria” letteraria non classificabile in specifici generi. In parole semplici, tutto quello che non è né rosa, né fantasy, né horror, né giallo, né avventura, né distopico ecc. La narrativa di genere, invece, include tutte queste tipologie di romanzi.

Per narrativa bianca (a me piace di più questo termine) si intendono quei libri “unici” intesi letteralmente come non inclusi in un genere letterario specifico (Anna Karenina, La 25ª ora, Lessico famigliare, Una donna ecc.) ma che seguono una “corrente” (stream) “principale/tradizionale” (main).

Molti classificano il termine “mainstream” come “narrativa che va per la maggiore”. In realtà questo uso della parola è un po’ fuorviato. Non è così, per questo preferisco chiamare questi romanzi “narrativa bianca”.

Perché? Perché la narrativa bianca non è una branca “popolare” della narrativa, Nè può rappresentare un “braccio” elevato della lettura. Non ci sono lettori di serie B, intendiamoci.
Un altro falso riguarda l’elevatura della letteratura. I libri mainstream non sono libri di difficile lettura ma – dovrebbero essere – libri il cui argomento non solo non rientra unicamente in un genere ma analizzi un tema di grande peso morale, storico, sociale ecc.
La narrativa di genere, inoltre, volente o meno, si rispecchia in schemi più o meno prestabiliti (nel rosa qualcuno si innamora, nel fantasy c’è qualcosa di magico, nel giallo qualcuno muore o quasi ecc.)

Scrivere un libro di genere NON è più semplice che scrivere narrativa bianca, né viceversa. Ci sono mainstream brutti e romanzi di genere brutti. Brutti, sì. Brutti davvero, e non esiste altro termine che possa definirli.

Ancora, molti classificano la narrativa bianca in biografie, filosofici, umoristici ecc… secondo me è sbagliato: la narrativa bianca non ha genere, perciò non può essere “categorizzata” in alcuna tipologia. Chi scrive “fuori dai generi” crea qualcosa di non classificabile. Non tutto, in fondo, lo deve essere.


Potete scaricare qui uno schemino riassuntivo, utile per le vostre lettura, ma anche per ciò che scrivete:

In QUESTO articolo, invece, trovate la Mappa dei generi letterari.

Le vostre letture riguardano più narrativa bianca o narrativa di genere? E perché?


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2 pensieri su “Libri: narrativa bianca vs narrativa di genere

  1. inchiostronoir ha detto:

    Va bene, ci sono i generi (giallo, rosa, fantasy…) ma questo è solo per dare una direzione alla trama. Penso che un autore può affrontare varie tematiche all’interno di un libro “di genere”. Non ho niente contro la narrativa “bianca”: rappresenta la vita, semplicemente. E lo sappiamo bene che la vita reale è un “mélange de genres”.

    Piace a 1 persona

    • Gloria Macaluso ha detto:

      Non mi sembra di aver parlato di scelte narrative, solo di distinzione a livello letterario! Certamente, la narrativa di genere affronta qualsiasi tematica, così come la narrativa bianca. Però quest’ultima non è per forza “vita reale”! Può essere un libro di narrativa bianca anche un romanzo in cui si parla di draghi, omicidi, amori ecc.

      Piace a 1 persona

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