Editoria: come funzionano le Agenzie Letterarie

Tenete presente che, a conti fatti, su dieci imprese librarie ce n’è una – ed è già molto – che ha successo, quattro che recupereranno le spese in tempi lunghi, e cinque che restano in perdita.

Denis Diderot

«Io ho pagato l’agenzia!»

Questa è la frase che mi sento ripetere più spesso quando un autore si lamenta delle Agenzie Letterarie. È vero, hai pagato, ma per un servizio, non per una sicurezza di pubblicazione, rispondo io.


Oggi parliamo di #agenzieletterarie

Intanto, facciamo chiarezza: cos’è un’Agenzia Letteraria? Si tratta di un’agenzia, appunto, di servizi che si occupano principalmente di redigere schede di valutazione e rappresentare gli autori – ovvero mettere in contatto autori ed editori e gestire diritti, pubblicazione, contratti ecc.

Quando vi rivolgete a un’agenzia letteraria e pagate per una scheda valutazione state acquistando un servizio (appunto, la valutazione del vostro manoscritto), non una certezza di contatto né di contratto con un editore. Questo è molto importante da comprendere.

Un altro paio di maniche sono le agenzie che fanno pagare in anticipo la rappresentanza… ma ne parliamo fra un attimo.

L’agenzia letteraria è una vera e propria agenzia di rappresentanza dell’autore. La sua funzione è quella di mettersi in contatto con gli editori e presentare il vostro testo per una pubblicazione. Più o meno, i passaggi sono questi:


1. Invio del testo in valutazione e quindi redazione di un documento di valutazione da parte dell’agenzia stessa.
2. Se il testo rientra nelle loro preferenze: contratto di rappresentanza di durata variabile che prevede, in soldoni, che se il testo verrà pubblicato l’agenzia guadagnerà una percentuale sulle vendite.
3. Pubblicazione o termine del contratto. Nel primo caso l’agenzia guadagnerà (e anche l’autore); nel secondo no.

Quindi, analizziamo i passaggi.

Invio del testo “libero” e invio del testo per valutazione: due cose diverse

Alcune agenzie propongono invii spontanei (invio libero) per la valutazione del testo (ma questi non comprendono un riscontro scritto o meno, né il pagamento da parte dell’autore – risponderanno? Chissà; voi non state pagando nulla comunque).

Altre invece (la maggioranza) creano il passaggio “obbligato” di una valutazione a (giustissimo) pagamento che offre all’autore una panoramica sul suo testo, ma che non significa che questo venga poi rappresentato dall’agenzia stessa.

Fin qui, tutto bene.

L’agenzia che invece chiede un contributo anticipato sul servizio di rappresentanza (a mio parere, eh…) è un po’ come un editore a pagamento: bisogna starne alla larga. Questo perché finché non si ha in mano il contratto di pubblicazione non si avrà mai la sicurezza di uscire con un editore.

Ok, il testo è giusto!

Bene, avete inviato il testo spontaneamente e avete ricevuto un riscontro; oppure avete richiesto una scheda di valutazione che si è rivelata a conclusione positiva e l’agenzia vi ha dato l’ok per la rappresentanza. Adesso è questione di attese, numeri e contratti.

L’agenzia, solitamente, si impegna per un certo periodo di tempo (evitate contratti più lunghi di un anno) a proporre il vostro manoscritto agli editori (che voi avete il diritto di conoscere) per la pubblicazione.

Un’agenzia seria (oltre a non farsi pagare in anticipo, come dicevo prima, a meno che non si tratti della scheda di valutazione) vi fornirà dei report mensili o trimestrali sul lavoro svolto. Questi, a grandi linee, dovrebbero indicare:

  1. Il nome e il numero degli editori a cui è stato proposto il vostro manoscritto;
  2. Il nome e il numero di editori che lo hanno rifiutato;
  3. Il nome e il numero di editori che hanno invece mostrato interesse.

Dovrebbe sempre essere nel vostro diritto rifiutare una pubblicazione, se il contratto proposto non vi soddisfa, e poter trattare il contratto stesso attraverso l’ausilio dell’agenzia (che appunto lavora da tramite). Se, ad esempio, l’editore vi propone la cessione dei diritti per 20 anni… be’, direi che è il caso di discuterne!

Pubblicazione o amici come prima

Bene, se avete trovato l’editore, avete trattato il contratto come si deve, l’agenzia guadagnerà una percentuale sulle vendite del vostro testo e potrà continuare a rappresentarvi (occhio, anche qui, a quello che firmate al punto 2 – anche i contratti con le agenzie vanno calibrati e studiati attentamente!).

Se invece, scaduto il periodo in cui l’agenzia avrebbe dovuto trovare una pubblicazione, nessun editore si è fatto avanti, amici come prima! Voi non dovrete nulla all’agenzia e l’agenzia non dovrà nulla a voi. Potete decidere di rinnovare il contratto, se l’agenzia è d’accordo, per cercare altri editori, ma non è necessario.


Quali sono le vostre domande?

Avete mai avuto un contratto con un’Agenzia Letteraria?

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A presto,

Gloria

3 pensieri su “Editoria: come funzionano le Agenzie Letterarie

  1. Elena ha detto:

    Ciao, non ho mai avuto rapporti con un’Agenzia, sebbene li abbia cercati, nel senso che avevo inviato un manoscritto per una valutazione per la rappresentanza e non avevo ricevuto risposta. Alcune Agenzie richiedono il pagamento anticipato, altre passano per l’obbligo del pagamento della scheda, he sembrerebbe più un “pagami per vedere se posso rappresentarti” il che è comunque un po’ discutibile. Che ne pensi?
    La mia domanda è: ci sono agenzie che leggono un manoscritto senza chiedere il pagamento?

    Piace a 1 persona

    • Gloria Macaluso ha detto:

      Ciao! Allora, il pagamento per una scheda di valutazione non lo trovo mai discutibile, perché si tratta di un servizio professionale (ovviamente deve essere fatto bene!). Come autore infatti paghi quel servizio, poi che loro si interessino o meno al testo è una questione diversa. Quindi no, io non lo trovo discutibile. Per quanto riguarda la tua domanda, comunque, sì, esistono agenzie a cui puoi inviare il manoscritto senza passare per la scheda e quindi senza pagare (mi viene in mente Oblique). Ovviamente in caso negativo non riceverai alcuna risposta, né motivazione del “perché no” e i tempi sono più lunghi, ma esistono!

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      • Elena ha detto:

        Grazie Gloria. Non discuto il riconoscimento di un lavoro, lo trovo normale. Mi chiedevo solo se il passaggio “scheda di valutazione” fosse obbligato oppure no. Mi hai risposto e ti ringrazio. Buona giornata!

        Piace a 1 persona

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