“I racconti della Bussola” – editing e scrittura

I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere. Ernest Hemingway Scrittori e aspiranti editor... ci siamo! Il “progetto racconti” di cui ho parlato nelle scorse settimane prende vita! “I racconti della Bussola” è un progetto nato con l'intento di dare maggiore visibilità agli autori emergenti e una … Leggi tutto “I racconti della Bussola” – editing e scrittura

Editor Gloria Macaluso

Intervista a Giovanni Mandruzzato – “La città perduta degli Aztechi”

Io sono tormentato da un’ansia continua per le cose lontane. Mi piace navigare su mari proibiti e scendere su coste barbare. Herman Melville Cari lettori, oggi vi teniamo compagnia con le parole di Giovanni Mandruzzato, autore de Il conquistatore di Hispaniola di cui ho parlato QUI, e al quale ho già posto alcune domande sul … Leggi tutto Intervista a Giovanni Mandruzzato – “La città perduta degli Aztechi”

Editor Gloria Macaluso

Badolato amore amaro: una storia lunga 25 anni – Andrea Fiorenza

Preferisco pensare alla scrittura come a una testimonianza delicata, un gesto di affetto nei riguardi di una memoria che se ne va e muore anzitempo. Una esperienza che ti fa cambiare l’angolo dello sguardo, un arricchimento di prospettiva. Accompagnata forse da un infantile desiderio di seduzione. Dacia Maraini Cari lettori, dopo la recensione di Badolato amore amaro che trovate QUI, l’autore Andrea Fiorenza ci concede uno squarcio sulla sua vita … Leggi tutto Badolato amore amaro: una storia lunga 25 anni – Andrea Fiorenza

© Editor Gloria Macaluso

La corsa della vita – Intervista a Chiara Saibene

Quando ho letto per la prima volta il racconto di Chiara, che trovate QUI, non ho potuto fare a meno di chiedermi “e se fosse capitato a me?”. Già, e se fosse? Come avrei reagito? Mi sarei fatta trascinare dagli eventi oppure avrei combattuto? E cosa fa Teresa in definitiva? Dove trova la motivazione? Dove nasconde la rabbia? Be’, quale risposta più semplice se non nella scrittura. Sì, perché scrivere significa anche prestare le proprie emozioni alla carta, quel tanto che basta per non farcele esplodere dentro.